Archivio Carlo Zanotti “Garian”, 1935 – 1976

Maggiore dell'esercito e partigiano nel Modenese e nel Bolognese


Carlo Zanotti

Carlo Zanotti (Bologna, 5 febbraio 1912 Modena, 14 ottobre 1984) di Francesco Giuseppe e Augusta Muratori, il 3 giugno 1946 sposa Mirka Bulgarelli. Ufficiale dell’esercito in servizio permanente dal 16 aprile 1935; parte per l’Africa Settentrionale il 1° febbraio 1940; nel settembre 1942 viene ricoverato all’Ospedale Militare di Derna e rimpatriato il 21 ottobre 1942 con la nave ospedale “Vergiglio”, quindi ricoverato per alcuni giorni all’Ospedale di Napoli. Dalle carte militari risulta che la sua anzianità coloniale va dal 1° marzo 1940 all’8 marzo 1943 e che conosceva “benissimo la Gefara, il Gebel En-Nefusa, la Ghibla, ed in generale tutta la Tripolitania ed il Fezzan. Era molto stimato presso le Cabile di Ulad Attia nel Garian ed ha molto ascendente sugli Sciumbasci Bescir ben Alì (arabo), Mabruk ben Alì (beduino), Lahadi ben Sahad (berbero).
Conosce molto bene la religione mussulmana, i costumi e la storia nonché le leggi delle genti della Tripolitania e parla sufficientemente il loro dialetto. Ha comandato reparti tripolitanici nel Regio Corpo Truppe Libiche (V Btg. Ghibla, XVIII Btg. Garian, IV Btg. Mergheb). Ha combattuto oltrechè nella Sirtica e nella Marmarica anche in Tripolitania affiancato al Raggruppamento Oasi Meridionali ed al Sahara libico” (1). In un documento del 1949, Zanotti afferma che “Fin da tenente fui insignito dell’Ordine di Cavaliere della Stella Coloniale d’Italia per speciali benemerenze”.


Dall’8 settembre 1943 alla Liberazione

Alla data dell’8 settembre 1943 Zanotti si trova alla Regia Accademia Militare di Modena quale insegnante titolare di lingua tedesca e aggiunto di tattica: in quei giorni non aveva comando di truppe di allievi in quanto fuori sede al Campo autunnale; “dopo avere con abili sotterfugi, liberati alcuni colleghi incarcerati dai tedeschi alla Cittadella, decideva di trasferirsi ad Assisi per potere continuare la lotta contro i nazi-fascisti assieme ad altri ufficiali indirizzati colà dal Colonnello Duca, Comandante della R. Accademia, poi fucilato delle SS per attività patriottica.
Nel dicembre 1943 rientrato a Modena per missione cospirativa, già ricercato quale interprete militare di lingua tedesca, veniva scoperto e fermato, fu invitato a prestare immediatamente servizio. Il Capitano Zanotti, presente il Maggiore De Francisci, pure della R. Accademia, poi venturo Comandante della Piazza Militare partigiana di Modena, si rifiutava categoricamente davanti al Comandante Regionale T. Col. Costantino Rossi, di prestare servizio dichiarando solennemente di volere rimanere fedele al proprio giuramento; veniva quindi insultato, schiaffeggiato e scacciato, privato del grado per indegnità e immesso in una “lista nera” nonché segnalato per il lavoro obbligatorio in Germania quale semplice operaio. “Fuori legge” iniziava così la sua attività militare organizzativa ponendosi a fianco dei Comitati di Liberazione Nazionale di Modena e di Bologna […]” (3).
Zanotti non ha giurato né fatto servizio per la Repubblica Sociale Italiana. Durante la guerra di Liberazione svolge i seguenti incarichi nelle località riportate in successione:
”Vice Comandante della formazione Ghilardi Bacchilega Marchesi 1.10.43 1.5.44 S. Agata, Castel San Pietro, Medicina
Capo di Stato Maggiore Divisione “Armando” 1.5.44 1.8.44 Montefiorino
Comandante Gruppo Brigate Ovest 1.8.44 31.8.44 Abetina, Passo delle Forbici
Capo di Stato Maggiore Gruppo Brigate di Montagna 1.9.44-4.10.44 Monterenzio
Comandante Gruppo Brigate Montagna 4.10.44- 31.10.44 Cuneo Monterenzio
Comandante Comando Piazza Castel S. Pietro Emilia 1.11.44-8.12.44 Castel S. Pietro Emilia
Dal 9.12.44 al 31.1.45 incarcerato per attività patriottica
Capo di Stato Maggiore Divisione Bologna 1.2.45-25.4.45 Bologna e provincia”.


Dopo la guerra

Finita la guerra, nel luglio del 1947 è promosso Maggiore per “Merito di Guerra” per fatti d’arme condotti a fianco degli Alleati; Ufficiale Liquidatore del CUMER su designazione del Corpo Volontari della Libertà Alta Italia, Zanotti svolge la funzione di Capo Ufficio Amministrazione dell’Ufficio stralcio del CUMER (1945-1947); contemporaneamente è nominato membro rappresentante il Ministero Difesa Esercito in seno alla Commissione di Bologna per l’accertamento delle qualifiche e gradi ai partigiani (5). La Direzione della Democrazia Cristiana Sezione comunale di Bologna gli riconosce la Tessera ad honorem ammirando in lui “il coraggio, il valore e la tenacia di combattente e di capo fra i gloriosi partigiani del Cumer” (6).
Rientrato nei ranghi, da marzo 1949 fino ad ottobre è impiegato come Capo Ufficio della Forza in Congedo e Mobilitazione del Distretto Militare di Modena; effettivo al 40° Reggimento fanteria “Bologna” poi Comandante il II° Battaglione in distaccamento a Ferrara (5 gennaio 1950), per cui si trasferisce con la moglie in quella città. Nel dicembre del 1950 chiede di essere assegnato ad un ente con stanza a Modena e nell’aprile del 1951 avviene la cessione del Comando ferrarese.
Nel 1954 ottiene il congedo definitivo.
Ha pubblicato:
Brigate di montagna … cinque giornate di ininterrotti combattimenti della 62° e 66° Brigata “Garibaldi” ..., in Epopea partigiana, Bologna, 1948, pp. 99-105;
Piani insurrezionali per la liberazione della città e della provincia di Bologna, in Lino Marini e Ignazio Masulli (a cura di), L’Emilia Romagna nella guerra di liberazione, vol. I, De Donato, Bari, 1975 (Deputazione Emilia Romagna per la storia della Resistenza e della guerra di liberazione), pp. 577-608;
La liberazione di Bologna, in La Resistenza racconta, Milano, s.d.